Sapevate che Archimede il Siracusano, famoso matematico, fisico ed inventore, era originario della mia stessa città, la bella Siracusa?
Archimede visse alla fine del III secolo a.C., durante il regno di Ierone II. Secondo la tradizione ad ucciderlo sarebbe stato un soldato romano che, non riconoscendolo, non avrebbe eseguito l’ordine del console romano Marco Claudio Marcello di catturarlo vivo.
Archimede è unanimemente annoverato tra i più grandi matematici della storia. I suoi contributi vanno dalla geometria all’idrostatica, dall’ottica alla meccanica. Pensate che fu in grado di stabilire la superficie e il volume della sfera e comprese le leggi sul galleggiamento dei corpi; in campo ingegneristico ricordiamo la celebre vite da lui creata.
Leggendarie sono, verosimilmente, le macchine da guerra che Archimede il Siracusano avrebbe costruito per difendere Siracusa dall’assedio romano. Ad esempio: lamanus ferrea e gli specchi ustori. Diversi storici tra i quali Polibio, Tito Livio e Plutarco riferiscono, in particolare, che durante la seconda guerra punica, su richiesta di Ierone II, Archimede si dedicò alla realizzazione di macchine belliche che aiutassero la sua città a difendersi dall’attacco di Roma. Plutarco racconta che, contro le legioni e la potente flotta di Roma, Siracusa disponeva di poche migliaia di uomini e del genio di un vecchio; le macchine di Archimede avrebbero scagliato massi ciclopici e una tempesta di ferro contro le sessanta imponenti quinquereme di Marco Claudio Marcello.
Ai Siracusani ed ai forestieri, di Archimede resta il ricordo, una statua (posta all’ingresso di Ortigia), una piazza e la cosiddetta tomba (in realtà un colombario romani), ai margini del Parco Archeologico della Neapolis.





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