Noto, Villa Romana del Tellaro

Durata della visita: 1 ora circa

La visita è adatta anche a scolaresche, anziani, disabili e famiglie con bambini

Consiglio di abbinarvi la visita alla cittadina di Noto e/o alla Riserva Naturale di Vendicari

La Villa del Tellaro, databile al IV secolo d.C., con quella della stessa epoca scoperta in provincia di Messina a Patti Marina e con la più famosa di Piazza Armerina rappresentano fondamentali tasselli per la conoscenza dell’assetto socio-economico della Sicilia romana nell’età tardoantica.

Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un grande peristilio. Il tratto del portico sul lato nord presentava una pavimentazione a mosaico con festoni d’alloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri tre ambienti che conservano splendidi mosaici figurati policromi.

Nel primo di questi ambienti il mosaico, parecchio danneggiato, conserva un pannello con la scena del riscatto del corpo di Ettore: Ulisse, Achille e Diomede, identificati da iscrizioni in greco, sono impegnati nella pesatura del cadavere dell’eroe. La figura di Priamo è perduta; il corpo di Ettore, frammentario, si trovava su un piatto della bilancia; l’oro del riscatto era nell’altro piatto. Quest’episodio, non ricordato nell’Iliade di Omero, deriva probabilmente da una tragedia di Eschilo.

Il pavimento musivo del terzo ambiente presenta una scena di caccia, con un banchetto all’aria aperta tra gli alberi ed una figura femminile interpretata come personificazione dell’Africa. Le scene del secondo ambiente richiamano i mosaici di caccia della Villa del Casale a Piazza Armerina, ma con figure più stilizzate e bidimensionali, dalle proporzioni incerte, che rendono l’effetto molto diverso. Probabilmente i mosaici sono opera di maestranze africane.

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