Una tomba monumentale nella vallata di Eloro

Percorrendo la strada che da Noto porta alla vicina Villa Romana del Tellaro, è possibile scorgere una singolare costruzione dalle fattezze di una colonna.

Si tratta, appunto, di una grande colonna (alta m 10.50) mancante della sommità, costruita in blocchi di calcare a secco, nota ai locali come “La Pizzuta”, forse proprio per la forma “a pizzo, guglia”. E’ collocata sopra un podio a quattro gradini, che poggia sulla roccia spianata. L’archeologo tridentino Paolo Orsi, alla fine dell’Ottocento, ha condotto uno scavo ai piedi del monumento, che ha portato alla luce un sottostante ipogeo funerario di età ellenistica (IV-III secolo a.C.) a pianta rettangolare, scavato nella roccia, al quale si accedeva tramite una scalinata. Esso ha restituito i corpi di due personaggi uno dei quali teneva nella mano una moneta di Ierone II, il proprio obolo di Caronte.

Dopo questo rinvenimento funerario, c’è chi ha abbandonato l’idea che poteva trattarsi di un monumento commemorativo della vittoria dei Siracusani sugli Ateniesi presso l’Assinaro del 413 a.C., a favore dell’identificazione dello stesso quale tomba di un personaggio eminente, del quale, purtroppo, ignoriamo ancora l’identità.

Ma nasce spontaneo un interrogativo: e se la Colonna e la tomba ipogeica risalissero, invece, a due distinti momenti costruttivi e quindi essere espressione di due distinte funzioni, celebrativa la prima e funeraria la seconda?

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