Le terme ellenistiche di c.da Zappalà

A Siracusa, in contrada Zappalà, nella zona della necropoli Grotticelle, sono i resti di un impianto termale di età ellenistica (IV-III secolo a.C.), probabilmente costruito sotto il regno di Ierone II.

Avvicinandosi alla recinzione è possibile scorgere le rovine di una grande costruzione in calcare locale, che occupa un rettangolo di m. 35,30 per 23 circa. Due ampi spazi circolari pavimentati a cocciopesto, una fornace costruita con rottami di tegole, tre pozzi per l’acqua ed una scaletta che porta ad un pianerottolo. Di che cosa si tratta?

terme ellenistiche siracusa

Come suddetto, siamo in presenza di un ampio impianto termale, che, per lo meno in parte, doveva avere degli ambienti coperti situati nella zona nord-est dell’area delle rovine. La presenza della fornace, indica che dell’acqua doveva essere riscaldata. Da dove giungeva l’acqua? I tre pozzi presenti nell’area non presentano alcuna congiunzione con l’adiacente acquedotto del Paradiso. Al di là del margine nord-est dello stabilimento, fu scoperta una conduttura realizzata con tubi fittili ed incassata in un canale scavato nella roccia, che corre parallela all’acquedotto e prosegue, oltre le terme, verso la Latomia del Paradiso, ma anche in questo caso, non si è trovata nessuna presa atta ad alimentare lo stabilimento. Probabilmente, allora, l’acqua veniva contenuta nei tre pozzi e per mezzo di anfore la si trasportava a mano e raccolta in grandi pithoi.

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All’interno dell’area delle rovine, nell’angolo sud, si nota anche un’apertura che immette in una lunga conduttura, verosimilmente un emissario, non completamente terminato, destinato allo smaltimento dell’acqua adoperata. Perché l’emissario non venne mai completato?

Probabilmente, le innovazioni tecniche che si volevano realizzare in queste terme non furono mai portate a termine poiché fra il 213 ed il 211 a.C., Siracusa subì l’assedio del console Marcello, che riuscì a conquistare e saccheggiare la città, che soccombette, così, alle forze romane.

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