L’Anfiteatro Romano di Siracusa

Oggi vi voglio condurre alla scoperta dell’Anfiteatro Romano di Siracusa.

Ci troviamo all’interno dello splendido Parco Archeologico della Neapolis. Dallo scorso mese di Ottobre, l’Anfiteatro è nuovamente fruibile, dopo esser stato interessato da importanti interventi di restauro e valorizzazione. Proprio per questo motivo, voglio oggi raccontarvi di questo interessante monumento dalla controversa cronologia.

Si tratta di un singolare anfiteatro, scavato in gran parte nella tenera roccia calcarea di un colle. La parte alta, di cui non resta praticamente nulla, era invece costruita. Le sue dimensioni sono notevoli e superiori a quelle degli anfiteatri siciliani di Catania e Termini Imerese. Il suo orientamento sembra conformarsi a quello dell’impianto di Acradina, in senso quindi nord-ovest/sud-est; verso l’ingresso meridionale, il principale, convergeva peraltro l’importante asse viario che divideva il quartiere di Acradina da quello della Neapolis, e che si concludeva con un arco onorario di età augustea del quale sono visibili i basamenti.

Anfiteatro Romano

Anfiteatro Romano

Come anzidetto, la cronologia dell’edificio è molto discussa. A mio parere, concordo con R.A. Wilson, F. Coarelli, M. Torelli ed altri illustri studiosi, nel ritenerlo di età augustea, ponendo quindi la sua realizzazione poco dopo la deduzione della colonia avvenuta nel 21 a.C.

Ci potremmo trovare quindi di fronte all'”Arena di Augusto”!

Nella buia cripta, buia, sostavano i gladiatori (per lo più schiavi, prigionieri di guerra e delinquenti) prima dei combattimenti. L’attesa, sicuramente fastidiosa, era accompagnata dai fragori del pubblico sovrastante. L’ingresso dei combattenti nell’arena avveniva con il tradizionale saluto al magistrato o all’imperatore: “Ave Caesar morituri te salutant!”. Il gladiatore sconfitto, spesso veniva ucciso, su richiesta agghiacciante del pubblico presente. La libertà era il premio più ambito che poteva arrivare al termine di una vittoriosa carriera da gladiatore.

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