Turismo Religioso

Siracusa è stata la città del miracoloso pianto della Madonna nel 1953 e da secoli si rinnovano fede e devozione per Santa Lucia, la giovane martire siracusana che a Maggio e Dicembre viene coinvolta in un caloroso abbraccio da migliaia di fedeli provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo, nella tradizionale processione per le vie principali della città.

L’itinerario che vi propongo tocca i seguenti punti d’interesse:

  • Santuario della Madonna delle Lacrime
  • Catacomba di S. Giovanni
  • Cattedrale
  • Chiesa di S. Lucia alla Badia

Il Santuario della Madonna delle Lacrime custodisce al suo interno il quadretto in gesso miracoloso, rappresentante  il cuore immacolato di Maria, che nel 1953, dal 29 Agosto al 1° Settembre del 1953, ha versato lacrime umane. Il quadretto era posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio n. 11.
Il fenomeno si verificò, ad intervalli più o meno lunghi, sia all’interno che all’esterno della casa.
Molte furono le persone che videro con i propri occhi, toccarono con le proprie mani, raccolsero e assaggiarono la salsedine di quelle lacrime. Il 2° giorno della lacrimazione, un cineamatore di Siracusa riprese uno dei momenti della Lacrimazione. Quello di Siracusa è uno dei pochissimi eventi così documentati. Il 1° settembre una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, dopo aver prelevato il liquido che sgorgava dagli occhi del quadretto, lo sottopose ad analisi microscopica. Il responso della scienza fu: “lacrime umane”. Terminata l’indagine scientifica il quadretto smise di piangere. Era il quarto giorno.

Per la realizzazione del progetto del Santuario fu indetto un concorso internazionale che decretò vincitori due architetti francesi: Michel Andrault e Pierre Parat.
Iniziato nel 1989, è stato inaugurato nel 1994 da Giovanni Paolo II, invitato da S. E. Mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo di Siracusa.
Il Santuario è alto circa 103 metri; 94,30 metri a partire dal piano di calpestio.
La forma è soggetta a varie interpretazioni. Gli architetti si proponevano di realizzare strutturalmente il concetto ed il senso di elevazione dell’umanità verso Dio. Altri significati attribuiti alla sua forma sono quelli di: faro, identificabile con Maria che conduce verso il porto che è Gesù; tenda, entro la quale la Madre accoglie i suoi figli per condurli al Padre; lacrima che scende dall’alto.
L’immensa e solenne “aula” è pavimentata con marmi pregiati che riproducono una stella: Maria stella mattutina che annuncia il sole che sorge, Gesù.

Da Maria a Lucia, la Catacomba di S. Giovanni (sita accanto al Museo Archeologico e di fronte a Santuario) ha restituito la famosa iscrizione di Euskia, giovane siracusana morta nel giorno della festa di S. Lucia (13 Dicembre), iscrizione in greco che, datandosi al V secolo d.C., testimonia come a solo un secolo circa dalla morte della martire siracusana, si sia già diffuso il culto popolare della stessa anche se ancora in forma non ufficializzata.

La visita della Catacomba di S. Giovanni è davvero affascinante. Si tratta di un vasto cimitero sotterraneo databile fra il IV ed il V secolo d.C. con cunicoli ampi e ben illuminati, in quanto la visita stessa e la manutenzione della Catacomba sono a cura della società Kairós e l’ingresso prevede un biglietto a pagamento.

Spostandoci dalla zona del Santuario ad Ortigia, ci dirigeremo verso Piazza Duomo, dove si affaccia la splendida Cattedrale. All’interno della Cappella di S. Lucia, entro apposita nicchia blindata, è custodito il simulacro argenteo della santa, che viene portato in processione in occasione delle due feste di S. Lucia, quella di Dicembre e quella di Maggio. Altresì all’interno della Cappella è un reliquiario che contiene alcune ossa del braccio sinistro della santa. Il corpo, invece, si trova a Venezia. La visita della Cattedrale prevede un biglietto d’ingresso a pagamento.

Dalla Cattedrale ci sposteremo alla vicina Chiesa di S. Lucia alla Badia, dove avrò il piacere di farvi ammirare e spiegarvi il dipinto del Caravaggio “Il Seppellimento di S. Lucia” del 1608.

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