Palazzolo Acreide, Area Archeologica di Akrai

Durata della visita: 1 h e 30 m circa

La visita è adatta anche a scolaresche, anziani, disabili e famiglie con bambini

Consiglio di abbinare la visita a quella del Museo Archeologico e/o della cittadina di Palazzolo Acreide

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Il sito della città greca di Akrai, posto ad ovest rispetto alla moderna Palazzolo Acreide (a circa 40 km da Siracusa), è sede della più antica delle subcolonie di Siracusa secondo Tucidide, fondata intorno al 664/63 a.C., ed occupa un posto strategico che consentiva il controllo dell’entroterra ibleo.
I primi studi sulla città antica risalgono al Cinquecento e riguardarono essenzialmente il problema dell’identificazione del sito della città greca. Il primo ad identificare Akrai con il sito posto ad ovest della moderna Palazzolo, fu il Fazello, ma è soltanto con il barone Judica che comincia, nell’Ottocento, la vera e propria ricerca archeologica.
Le ricerche più recenti all’interno del sito della città antica hanno consentito di mettere in evidenza un asse viario (plateia), con orientamento E-W, che costituiva verosimilmente la strada più importante e collegava le due porte della città (la Siracusana e la Selinuntina). Di essa si è messo in luce un tratto di circa 250 m.; presenta una larghezza di 4 m. ed una pavimentazione in pietra lavica di età tardo-ellenistica. Tale asse era intercettato da strade trasversali (stenopoi), larghe m. 3 circa. 
Il Teatro fu scoperto nel 1824 dal Barone Judica. A lui si deve lo scavo della scena, dell’orchestra, dei gradini più bassi della cavea, ma anche interventi di restauro e la ricostruzione della cavea fino al dodicesimo gradino. Lo studio e le ricerche furono poi riprese dall’archeologo Luigi Bernabò Brea. Nel complesso si tratta di un edificio piuttosto piccolo, con la cavea in gran parte ricavata nel pendio della collina, di forma semicircolare, come l’orchestra. Aveva originariamente nove cunei, separati da otto scalette, ma solo i due alle estremità erano interamente costruiti. Mancavano le parodoi e l’accesso avveniva da due stretti passaggi posti ai lati della scena. Di questa si riconosce un rifacimento di età imperiale, costituito da un pulpitum posto su una parte della scena. Tale monumento è stato inquadrato cronologicamente in età ieroniana (III secolo a.C.) come il vicino bouleuterion.
Il Bouleuterion, posto a sud-ovest del teatro, fu scavato nel 1820 dallo Judica. E’ costituito da un ambiente quadrangolare, con cavea costituita da sei ordini di gradini, distinti in tre cunei. Era preceduto da un portico aperto sull’agorà.
Sulla collina che domina a sud il teatro sono le rovine di un tempio arcaico (databile alla seconda metà del VI secolo a.C.), posto nel punto più alto della città, identificato con il tempio di Afrodite menzionato in un’iscrizione.
Ad est del teatro sono le Latomie. Si tratta di cave di pietra, adibite in età cristiana e bizantina a sepolcreti ed abitazioni.

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