Il fiume, l’Amore negato, il Mar Ionio, Ortigia: Alfeo e Aretusa

Alla città di Siracusa e in particolare alla Fonte Aretusa, sull’isola di Ortigia, è legato il mito greco di Alfeo e di Aretusa, cantato da Ovidio nel V Libro delle Metamorfosi.

Aretusa era una giovane e bellissima ninfa dell’Acaia, riluttante all’amore e dedita al culto di Artemide, dea della caccia. Un giorno, mentre si trovava nella regione dell’Elide per una battuta di caccia, ritrovandosi accaldata e stanca, si fermò lungo le rive del fiume Alfeo, che scorreva vicino alla città di Olimpia. Attratta dalla frescura delle acque, decise di togliersi le vesti e di immergersi tra i rivoli del fiume. Ad un tratto però, ebbe la sensazione di essere sfiorata dall’acqua, come se delle mani toccassero la sua pelle. Impaurita, si alzò e uscì dall’acqua, ed ecco che emerse dalle acque un giovane bellissimo, il dio fluviale Alfeo. Aretusa iniziò a correre, inseguita da Alfeo, che le dichiarò il suo amore. Ad un certo punto, quando la stanchezza si fece insostenibile, invocò l’aiuto della dea Artemide che l’avvolse in una nube, nascondendola alla vista di Alfeo. Poi Aretusa, forse dalla paura, iniziò a sciogliersi e divenire acqua limpida e pura che iniziò a scorrere come un ruscello. Alfeo, appena lo vide, subito riconobbe le acque come quelle dell’amata e in acqua anch’egli si tramutò per cercare di potersi congiungere a lei, ma la dea Artemide aprì la terra ed Aretusa iniziò a scorrere sotto il Mar Ionio, riemergendo, infine, a Siracusa, sull’isola di Ortigia, sacra ad Artemide.

Durante la visita guidata di Ortigia, vi condurrò alla Fonte Aretusa, in questo punto così magico di Ortigia, dove potrete anche ammirare uno splendido panorama sul Porto Grande, teatro della celebre battaglia fra Atene e Siracusa (415-413 a.C.).

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