Dionisio I e la costruzione della potenza siracusana

Dionisio I fu il più grande tiranno di tutto il mondo greco, una personalità estremamente complessa che univa la forza alla diplomazia, distribuiva terre e case, ma allo stesso tempo era capace di ogni più crudele violenza.

L’ascesa al trono di Filippo II di Macedonia, determina il tramonto della grecità delle poleis. Ma quale il precedente occidentale di Filippo II se non Dionisio I di Siracusa? Per l’oratore siracusano Isocrate egli è “il primo della nostra stirpe”, nonché il detentore della “maggiore potenza”. Per Eforo di Cuma è colui che lascia al figlio Dionisio II la più grande monarchia di Europa, esattamente come Filippo. Per entrambi, inoltre, la tradizione sottolinea la tensione all’ideologia di potenza e la capacità di riuscire a volgere lo sguardo ben al di là del microcosmo rappresentato dalle poleis.

Dionisio I è dunque, per la grecità, un precursore di tempi nuovi, ma è anche qualcosa di più, è un anticipatore dei monarchi ellenistici e, in un certo senso, modello per lo stesso Alessandro Magno.

Interessante l’immagine di Dioniso ragazzo, che, memore del disastro ateniese avvenuto nella sua Siracusa, si chiede la causa della sconfitta della potente Atene. Dioniso la ritrova nella forma di governo: la democrazia. Quest’ultima, inoltre, era vigente anche a Selinunte, sconfitta dai Cartaginesi nel 409 a.C.. Dioniso, si convince così, che le democrazie non sono adatte ad una città che vuole divenire potente, serve, invece, la leadership di un tiranno coadiuvato da un ristretto gruppo di aristocratici.

Dionisio voleva creare uno stato territoriale che avesse il suo governo politico a Siracusa ed il suo epicentro geografico sullo Stretto, uno stato capace di accomunare tutta la grecità d’Occidente, giustificandosi strategicamente con la necessità della guerra anticartaginese.

Spada di Damocle

Nel 409 a.C., dopo il fallimento della seconda spedizione ateniese in Sicilia (415-413), Cartagine, signora dei mari e megalopoli mercantile, sferra una grande offensiva in Sicilia che la porta prima ad annettere Selinunte ed Himera, poi Agrigento, e infine, arriva anche a minacciare la potente Siracusa. Ricordiamo che Dioniso, poco più che ventenne, combattente intrepido dell’esercito siracusano, è costretto ad assistere allo spaventoso massacro di Selinunte a causa delle titubanze del governo democratico. È proprio all’interno di questo scenario che troviamo Dionisio, il quale diviene in breve il “salvatore” di Siracusa e della Sicilia. Nel 406, denunzia la conduzione della guerra e riesce a far destituire gli strateghi con l’accusa di intelligenza col nemico. Dioniso si fa così proclamare strategòs autokràtor, “stratega a vita con pieni poteri” ed il comando della prima guerra cartaginese è interamente nelle sue mani. La pace del 405 con Cartagine, permette al giovane Dionisio di rafforzare la sua tirannide, allargandone la signoria all’intera Sicilia ellenica.

È in questo preciso momento che troviamo Dioniso impegnato nel dotare Siracusa di una potente armata, di una cospicua flotta di triremi e pentere, imbarcazioni a cinque livelli di remeggio ciascuno di cinquanta rematori, progettate e realizzate dal tiranno; nel creare nuove fabbriche di armi (pare, infatti, che allo stesso Dionisio siano da attribuire la progettazione della catapulta e della ballista, micidiali macchine da guerra adoperate dal più grande esercito dell’antichità) e nel fortificare Ortigia, trasformandola in una reggia-caserma. Sulla collina dell’Epipole fa inoltre costruire il grandioso Castello Eurialo, vero e proprio prototipo di architettura militare, e cinge la città con le poderose “Lunghe Mura”, che si snodano per circa ventisette chilometri: la più ampia cinta muraria mai vista.

Dal 404 al 399 a.C. Dionisio assoggetta tutta la Sicilia orientale, sia ellenica che indigena. Ora può progettare un duplice espansionismo territoriale: verso la Sicilia cartaginese e verso l’Italia greca. Nel 397 a.C. attacca le città sotto il controllo cartaginese e le conquista, ma l’anno dopo, il cartaginese Imilcone assedia Siracusa. Dionisio riesce a sconfiggere il nemico, anche grazie all’aiuto navale spartano. I Cartaginesi firmeranno una pace con Dioniso nel 392 a.C., pace che durerà circa un decennio.

La terza guerra cartaginese vede inizialmente Dioniso vincitore presso Kabala, ma poi, una grave sconfitta a Kronion, dove perde la vita il fratello Leptine, lo costringe alla pace. Siamo nel 374, viene sancito il dominio cartaginese sulla Sicilia occidentale. Ma ovviamente questa è solo una pace di compromesso, in attesa di un’azione di rivincita: nel 367 Dioniso conquista Selinunte, Erice ed Entella. Stava tentando la conquista dell’imprendibile roccaforte di Lilibeo, quando improvvisamente, nell’inverno del 367-66 a.C., lasciando incompiuto l’assedio, muore.

Nessuno riuscì mai a spiegare la causa della sua morte…alcuni ne attribuirono la causa semplicemente ai bagordi che seguirono la vittoria nell’agone tragico alle Lenee. Altri vollero vedere la lunga ombra della mano di Cartagine su quella morte, perché solo così avrebbe potuto annientare un nemico altrimenti irriducibile.

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