Cicerone e la Tomba di Archimede

All’interno del Parco Archeologico della Neapolis, ma in un’area attualmente non aperta al pubblico, è possibile vedere la presunta Tomba di Archimede.

Più precisamente, ci troviamo ad est della Latomia di S. Venera, nella Necropoli di Grotticelle o Grotticelli. Tra le numerose tombe scavate nella candida roccia calcarea spiccano due colombari romani di età augustea (I sec. a.C.-I sec. d.C.). Entrambi presentano un ingresso monumentale, realizzato a mo’ di tempietto, con il frontone impostato su due semicolonne di ordine dorico. Il colombario posto più a sud, ben visibile dal Viale Teracati e dalla Via Romagnoli, è noto con il nome, in realtà non appropriato, di “Tomba di Archimede”.

Tomba-di-Archimede

Ma cos’è un colombario? Il nome deriva dal latino columbarium che a sua volta proviene da columba, “colomba”. In generale, si tratta di una camera sepolcrale nelle cui pareti erano loculi o nicchie per riporvi delle urne cinerarie, ed è così chiamata dalla somiglianza delle nicchie ai piccoli vani di una colombaia. All’interno di ogni nicchia potevano essere collocate anche due olle cinerarie di terracotta e in alcuni casi, sotto le nicchie, erano apposte iscrizioni con i nomi dei defunti. Le nicchie, generalmente semicircolari, quadrate o rettangolari, occupavano le pareti della camera, che poteva essere a pianta quadrata o rettangolare.

particolare tomba di Archimede

Se questa non è, dunque, la vera tomba del matematico siracusano Archimede, dove si trova la sua sepoltura? A questa domanda, purtroppo, non è ancora possibile dare una risposta.

Ma per risalire almeno al luogo della sua tomba, dobbiamo leggere Cicerone, che nelle Tusculanae (V, 23) racconta che quando era questore in Sicilia, aveva scoperto e liberato da cespugli e rovi il sepolcro del grande scienziato, di cui i Siracusani stessi, allora come oggi, avevano perso le tracce e ogni memoria. L’oratore scrive che il sepolcro presentava una colonnina con sopra una sfera e un cilindro, chiara allusione ad una delle opere di Archimede. Il luogo dove Cicerone rinviene la tomba è da lui localizzato fuori dalla porta sacra a Ciane, dove vi sono una gran quantità di sepolcri. Questo luogo, potrebbe essere identificato con la Necropoli del Fusco, dove effettivamente, vi sono numerosissime tombe, cronologicamente collocabili fra l’età preistorica e quella romana.

Tomba-Archimede

Insomma, dopo la caduta di Siracusa in mano romana (211 a.C.), il grande matematico siracusano fu dimenticato dai suoi stessi concittadini e la sua tomba cadde in abbandono. Dopo la breve riscoperta del sepolcro ad opera di Cicerone (75 a.C.), la sua tomba cadde definitivamente in un immeritato oblio, dal quale auspico possa un giorno riscattarsi.

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