Pista Ciclabile “Rossana Maiorca” di Siracusa

Durata del tour guidato in bicicletta: 1 ora e mezza circa

Punto di partenza: Monumento ai Caduti d’Africa

N.B. Le bici non sono incluse

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La pista ciclabile Rossana Maiorca è stata aperta nel 2008 sostituendo l’antico tracciato ferroviario che collegava la Stazione di Targia a Siracusa.

Misura quasi 7 km e collega una delle parti più belle e panoramiche della città.

La presenza del tracciato ferroviario lungo il tratto di costa della zona nord di Siracusa fu dismesso a seguito dell’apertura di un tunnel (1998) che ormai da tempo consente il transito dei treni sino a Targia evitando le interferenze con la città e raddoppiando nel contempo il binario di percorrenza. Con la dismissione della tratta si aprì un lungo dibattito riguardo alla nuova destinazione d’uso del tracciato ferroviario dismesso. Tra i progetti vi era la conversione in metropolitana di superficie, atta a collegare la parte nord con quella sud, e la creazione di una sorta di circonvallazione a scorrimento veloce. Alla fine fu deciso di convertirlo in una pista ciclabile che avrebbe riqualificato tutta l’area permettendo anche una migliore fruizione in vista di un futuro Parco delle Mura Dionigiane. La pista venne così inaugurata nel 2009 in occasione del G8 Ambiente tenutosi a Siracusa.

Nel 2013 è stata intitolata alla campionessa di apnea e figlia di Enzo MaiorcaRossana Maiorca.

Il tratto della pista ciclabile presenta diversi luoghi di interesse archeologico, storico e naturalistico. La pista vera e propria inizia dall’ex passaggio a livello Santa Lucia (su marciapiede), per poi immettersi nel tratto sterrato sino alla Targia. Lungo il percorso è possibile, su richiesta, visitare le vicine Latomie dei cappuccini ed il Monumento ai Caduti italiani d’Africa da cui la pista sterrata ha inizio.

Dai diversi accessi laterali è possibile esplorare la costa rocciosa: particolarmente significativi sono lo scoglio del Carabiniere e quello dei Due Fratelli. Lungo il percorso è il golfetto dove i greci avevano, verosimilmente, costruito il porto del Trogilo ed il percorso guidato in bici termina con la tonnara di Santa Panagia.

Inoltre sono visibili i resti delle mura dionigiane che in un tratto tagliano il percorso, nonché diverse cave di pietra (latomie) di epoca greca con i blocchi appena sbozzati. Sono presenti anche alcuni bunker della seconda guerra mondiale a difesa del tratto di costa.

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